lunedì 18 agosto 2008

Progetti di Pratika

Sul sito www.pratika.net trovate tutte le informazioni sui progetti e percorsi di formazione, i corsi riconosciuti, i corsi finanziati e tutte le attività organizzate e gestite dall'associazione Pratika. Attraverso la newsletter tutti gli iscritti sono regolarmente aggiornati e informati dei percorsi in partenza. Per quello che riguarda il progetto Homofobicus?! No, homosapiens! sono in programma grandi novità e la riproposizione del percorso in tutto il territorio provinciale di Arezzo e in Toscana.
A breve altre informazioni, nel frattempo vi invitiamo a iscrivervi alla newsletter e di richiederci informazioni allo 0575 380468 e info@pratika.net

martedì 29 luglio 2008

Usa, i gay contro la Nike: «Spot omofobico»

Nel mirino della comunità una reclame in cui due giocatori di basket sembrano impegnati in una fellatio
SAN FRANCISCO (Stati Uniti) - La Nike ha deciso di ritirare una pubblicità per le scarpe di basket, dopo che un cartellone che la riproduceva è stato ritenuto offensivo dalla comunità gay di San Francisco, la città della California in cui gli omosessuali sono particolarmente attivi.
FELLATIO SOTTO CANESTRO - La Nike omofobica? Questa è l'accusa che gli attivisti omosessuali hanno rivolto alla più famosa società di scarpe e abbigliamento sportivo del mondo, dopo l'uscita dei nuovi cartelloni pubblicitari ora ritirati. Nella pubblicità incriminata, realizzata in occasione dell' uscita di uno nuovo modello di scarpe, le Hyperdunk, si indovina la faccia di un giocatore di basket tra le gambe di un suo avversario, mentre schiaccia il pallone. Forse un pò esagerando, l'immagine è stata giudicato un riflesso dell'implacabile omofobia degli eterosessuali, perchè potrebbe far pensare ad un atto di fellatio. ■ Guarda il manifesto contestato
CARTELLONI E STREETBALL - I cartelloni erano apparsi nei giorni scorsi in molte strade tra San Francisco e New York, in particolare nei quartieri «cult» dello streetball, cioè basket in strada, come Harlem, lo storico quartiere nero della Grande Mela. Le prime critiche, però, sono arrivate subito, a partire dal sito web dedicato al costume Gawker.com, uno dei più popolari negli Usa, che non ha esitato a prendere in giro i gay americani chiedendosi se non siano «baskettofobi». «L'intenzione della pubblicità non è di offendere gli omosessuali, ma si riferisce puramente al basket, con il gesto tipico gesto sportivo di schiacciare la palla contro l'avversario» ha spiegato la Nike alla stampa, dichiarandosi stupita dalla reazione decisamente esagerata dei gay americani.
28 luglio 2008
ultima modifica: 29 luglio 2008

Calci in «gay street» Aggredita una lesbica

ROMA - Bersagliata all' ultimo Gay Pride - che satireggiava sul suo «periodo-showgirl» con relative foto osé - la ministra delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, è la prima a intervenire, ferma nella condanna e inequivocabile nella sostanza: «Odioso episodio di razzismo. Il proprio orientamento sessuale non può in alcun modo essere bersaglio di violenze e discriminazioni». Una manciata di minuti dopo, ecco anche il sindaco di centrodestra Gianni Alemanno: «Una ferma condanna contro ogni violenza ai danni della comunità gay e lesbica». Solidarietà per R.D.U. che, aggredita sabato notte ha reso pubblica ieri la sua vicenda. Materialmente eseguito in via Appia, l' agguato nasce però nella gay street romana. La ragazza lavora infatti nello storico pub-pizzeria «Coming out» (che tentarono di incendiare nel febbraio scorso), lungo la via di locali e meeting gay-lesbo nei pressi del Colosseo. Strada assai più breve - poche decine di metri - delle polemiche che la accompagnano, specie ora con la proposta di pedonalizzarla. A tale proposito, sorpresa: il centrodestra sarebbe neutrale se non favorevole. «Gay street? non lo escludo» ha appena detto l' assessore An alla cultura Umberto Croppi, mentre il presidente del municipio Orlando Corsetti(centrosinistra) è decisamente contrario. Sabato notte l' aggressore ha subito issato la bandiera omofoba e intollerante, racconta la ragazza: «Ero scesa dal bus e ho avuto la sensazione che qualcuno mi seguisse. Poi ho sentito gridare: "gay di m...a!"». Afferrata al collo, stretta alle spalle e immobilizzata la ragazza è stata pestata (varie contusioni secondo il referto del San Giovanni), scambiata forse per un omosessuale. «Sono una donna, fermati!» dice di aver gridato. L' aggressore se n' è andato lasciandola sul marciapiede. «Ennesimo violento attacco alle persone lesbiche e gay - secondo Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma -. Tutta la nostra solidarietà».

Sacchettoni Ilaria
24 luglio 2008 - Corriere della Sera

venerdì 27 giugno 2008

Spot con papà gay censurato Proteste contro la Heinz

L' azienda della signora Kerry sotto accusa: omofobiA provocare il ritiro della pubblicità l' iniziativa di 205 spettatori turbati dalla scena finale del bacio fra genitori dello stesso sesso *** GUARDA lo spot della maionese Heinz su www.corriere.it
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE LONDRA - Lo si potrebbe definire un caso di «maionese impazzita»: Heinz, la multinazionale americana famosa per le salse, ha deciso di ritirare uno spot centrato su due uomini che si baciano sulle labbra. La scena gay aveva turbato 205 telespettatori britannici che si erano rivolti alla Commissione di controllo della pubblicità. «Chiediamo scusa se qualcuno si è sentito offeso, volevamo solo scherzare», ha detto martedì il portavoce della società annunciando la fine immediata della campagna. Tutto risolto? Al contrario: ora è insorta Stonewall, associazione che difende i diritti di gay, lesbiche e bisessuali nel Regno. «Siamo scioccati che un filmato innocuo sia stato ritirato così: abbiamo ricevuto centinaia di chiamate di sostenitori sconvolti per questo atteggiamento omofobico. Abbiamo deciso di lanciare un boicottaggio dei prodotti Heinz». A questo punto la faccenda si complica sotto l' aspetto commerciale, perché si calcola che i cittadini britannici di orientamento omosessuale siano non meno di 3,6 milioni e le aziende del Regno fanno a gara per mostrarsi aperte e progressiste e attirare quelle che si chiamano pink pounds, le sterline rosa. Stonewall è così potente e rispettata che recentemente la Raf, in crisi di personale, ha negoziato un contratto con l' organizzazione per superare la crisi di vocazioni e trovare reclute. E per mostrarsi al passo con i tempi le forze armate hanno concesso ai militari di partecipare in divisa alle parate del Gay Pride. Lo spot è andato in onda sulle tv britanniche (non sulla Bbc che non trasmette pubblicità commerciale) per una settimana. Presentava una scenetta casalinga: un' allegra famigliola che fa colazione al mattino, i bambini che mettono nello zainetto i sandwich per la colazione a scuola, naturalmente spalmati con un abbondante strato di maionese. Il ruolo della mamma però è affidato a uno chef con classico cappello e grembiule. Finito il rito del breakfast il padre saluta: «A stasera, amore». Mamma-chef si risente: «Non stai dimenticando qualcosa?». Papà capisce, torna indietro e stampa un bacio sulle labbra del partner. Conclusione: «Ti amo, torna diritto a casa dall' ufficio, dolcezza». Le 205 segnalazioni di protesta avevano definito lo spot «offensivo e inadatto alla visione dei bambini». La Heinz ha bloccato la campagna e chiesto scusa. Lo spot aveva già avuto un lancio travagliato: proibita la programmazione nelle fasce orarie «protette», quelle in cui si presume che i bambini possano essere di fronte alla tv. Non per il messaggio gay, ma perché la maionese è ricca di grassi e la Gran Bretagna sta combattendo una grande battaglia di retroguardia sul fronte dell' obesità. «Di questo dovrebbero preoccuparsi, del fatto che producono alimenti malsani, non di mostrare la realtà omosessuale», ha osservato con una certa ironia Stonewall. Una petizione online lanciata da pinknews.co.uk ha raccolto 1300 firme in 12 ore sotto il testo: «Heinz ha preferito i clienti omofobi rispetto a quelli che pensano liberamente». Probabilmente i creativi della Heinz in queste ore staranno sudando nel tentativo di miscelare meglio la loro maionese impazzita. * * * L' ereditiera del ketchup L' ereditiera Teresa Heinz, nata in Mozambico 70 anni fa, sposò in prime nozze il senatore repubblicano John Heinz, della omonima società alimentare. Rimasta vedova, nel 1995 si risposò con John Kerry, sfidante di Bush * * * Omosessuali illustri
Santevecchi Guido
(26 giugno 2008)
Corriere della Sera

Lettera di minacce all'Arcigay:"Si sta abbattendo ondata di omofobia"

Mentre per il prossimo sabato si stanno ultimando i preparativi per la parata del Gay Pride, la cui madrina sarà la scienziata Margherita Hack, il presidente nazionale dell'Arcigay si dice preoccupato di questo avvertimento

Bologna, 24 giugno 2008 - Il colorato mondo omosessuale si prepara a sfilare per le strade di Bologna, che sabato ospitera' l'edizione 2008 del Pride. Intanto i vertici nazionali del movimento annunciano per il 18 e 19 ottobre una celebrazione pubblica di "matrimoni" in tutta Italia, primo atto dell'istituzione del registro delle coppie gay, lesbiche e trans.
Si parte con un elenco di 53 citta', con l'obiettivo di estendere l'iniziativa a un'ottantina di capoluoghi. La campagna inizia, dunque, in occasione del Pride e mira ad individuare in ogni citta' la sede in cui verra' depositato il registro provinciale: un comitato nazionale formato da tre eminenti figure del mondo giuridico, culturale e sociale ne sara' garante e i dati raccolti verranno messi a disposizione degli istituti di ricerca e di statistica, che oggi faticano a fare una fotografica esatta delle unioni omosessuali nel Paese.
Non solo belle notizie, pero', per il Cassero di Bologna, sede dell'Arcigay, dove stamani e' stata recapitata una lettera di minacce, nemmeno troppo velate. "Mi dispiace per voi, ma ho sempre scherzato", si legge nel biglietto scritto al computer, al quale e' stato attaccato un cerotto. "Sul nostro Paese si e' abbattuta un'ondata di omofobia", osserva preoccupato Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, che chiama in causa i ministri del nuovo governo. Non si fa attendere, pero', nemmeno la risposta all'intervento sull'omosessualita' dell'arcivescovo di Bologna, il cardinale Carlo Caffarra. "Siamo dispiaciuti- dice Marcella Di Folco, leader del Movimento identita' transessuale- perche' noi vogliamo bene al prossimo. Lo invitiamo a venire al Pride- scherza- in mezzo a tanti trans una gonna in piu' non fa male. Siamo disponibili a dialogare con la Chiesa, ma i nostri sentimenti non sono negoziabili".

venerdì 20 giugno 2008

La politica comunitaria contro le discriminazioni

Il segretario nazionale dell' Arcigay «Meglio così Tutti capiranno che non siamo contro natura»

MILANO - «Sono molto onorato di avere un cervello uguale a quello delle donne». Aurelio Mancuso, segretario nazionale dell' Arcigay spiega perché: «Il genere femminile si caratterizza per la spiccata intelligenza e la resistenza alla fatica. Se la ricerca svedese sarà confermata, non posso che essere felice». Poi Mancuso si fa serio: «Come già dimostrato dall' Organizzazione mondiale della sanità, anche questo studio non fa altro che ribadire quanto si sapeva, l' omosessualità è innata negli esseri umani». L' affondo polemico: «Ancora una volta viene smentita la Chiesa che afferma che noi omosessuali siamo persone contro natura». Però, il gay con il cervello da donna si presta alle battute da avanspettacolo: «Pregiudizi culturali. Posso rassicurare tutti, sono grande e grosso, per niente femmineo nella gestualità o nel vestire. Semplicemente, sono un omosessuale».
Rizzo Roberto
(17 giugno 2008)
Corriere della Sera

La ricerca. Omosessuali per natura o per scelta? Una risposta da Stoccolma. Studiato il «cervello gay» È simile a quello delle donne

MILANO - Dopo il gene gay, ecco il cervello omosex: gli uomini omosessuali condividono con le donne etero caratteristiche cerebrali simili. Stesso discorso per le lesbiche: i loro due emisferi assomigliano più a quelli di un uomo che di una donna etero. E si riapre così il dibattito fra chi sostiene che l' omosessualità è una questione puramente biologica e chi invece la interpreta come il prodotto di un condizionamento ambientale. La nuova ricerca, appena pubblicata sulla rivista scientifica Pnas, parla in generale di forma del cervello e, in particolare, di una sua zona, l' amigdala, legata alle emozioni e all' umore. Così, secondo un gruppo di ricercatori svedesi dello Stockholm Brain Institute, il cervello delle donne omosessuali e degli uomini etero è leggermente asimmetrico, con l' emisfero di destra lievemente più largo di quello di sinistra, mentre il cervello di uomini omosessuali e donne etero non lo è. Non contenti, poi, di aver sottoposto 90 volontari alla risonanza magnetica per ottenere questi risultati (l' esame permette di «fotografare» con estrema precisione un organo), Ivanka Savic e Per Lindstrom hanno pensato anche di ricorrere alla Pet (la tomografia a emissione di positroni che invece consente di vedere il funzionamento di un organo) per valutare l' amigdala, una piccola zona del cervello che è coinvolta nelle reazioni allo stress. E hanno dimostrato che gay e donne etero condividono lo stesso tipo di organizzazione dei collegamenti fra neuroni, così come lesbiche e uomini etero ne condividono altri, il che potrebbe spiegare come i gay siano emotivamente più simili alle donne. Se però queste differenze siano responsabili dell' orientamento sessuale o ne siano la conseguenza è ancora tutto da verificare. E le numerose ricerche condotte fino a oggi non sono mai riuscite a dimostrare definitivamente una vera diversità biologica fra omosessuali ed eterosessuali. Nel 1993 aveva fatto scalpore uno studio pubblicato su una rivista di tutto rispetto, l' americana Science, a firma di Dean Hamer, secondo il quale esisteva un gene dell' omosessualità, ma nessuno lo ha poi confermato. Due anni prima un altro ricercatore, Simon LeVay ( che ha poi scritto il libro «Sexual brain», il cervello sessuale) aveva sostenuto che gay e donne presentavano una certa area del cervello più piccola rispetto agli uomini etero e aveva scatenato polemiche a non finire. Oggi la maggior parte degli scienziati pensa che alla base di molti comportamenti umani (compreso quello sessuale) esista un fattore biologico (forse anche genetico), sul quale poi interviene l' ambiente sia fisico, che culturale. Gli stessi ricercatori svedesi si chiedono se le differenze fra i due emisferi cerebrali abbiano origine già nell' utero o si sviluppino poi dopo la nascita e alla fine concludono che probabilmente l' ambiente uterino prima e l' ambiente in cui poi vive il bambino abbiano entrambi la loro influenza. Del resto c' è anche chi ha ipotizzato che i gay raramente sono figli unici, ma più spesso sono secondogeniti (per questi ultimi la probabilità di essere omosessuali è del 30 per cento) o terzogeniti (in questo caso la probabilità aumenta ancora): sarebbe lo stesso organismo materno a «difendersi» contro i maschi, creando condizioni «femminilizzanti».
Bazzi Adriana
(17 giugno 2008)
Corriere della Sera

venerdì 13 giugno 2008

A quando la legge sull'omofobia?

Sul treno Napoli- Sorrento
Picchiati a sangue perché omosessuali

MILANO - Li hanno pestati a sangue perché gay, o ritenuti tali. È accaduto l' altra sera su un treno della Circumvesuviana della linea Napoli-Sorrento, all' altezza di Portici, nel Napoletano. Due giovani di 24 e di 27 anni sono finiti in ospedale per le botte subite e uno di loro rischia il distacco della retina. Una decina di ragazzi ventenni li ha presi di mira. Prima le invettive, poi calci e pugni in pieno volto. «I due giovani napoletani hanno sporto denuncia, sono in corso le indagini», fa sapere Aurelio Mancuso, presidente dell' Arcigay. «L' odio verso gli omosessuali è stato l' elemento scatenante della violenza prodotta dal branco, così come è già avvenuto di recente in altre città italiane». Per Barbara Pollastrini, del Pd, «è urgente approvare in Parlamento, oltre le norme contro lo stalking, la legge contro l' omofobia».

(8 giugno 2008)
Corriere della Sera

Il film "Improvvisamente l' inverno scorso" alla Camera

A Montecitorio La pd Concia e la proiezione della pellicola pro Dico: sì da Buttiglione e Bertolini, spero nel ministro
Film gay alla Camera. «Venga la Carfagna»

ROMA - «Dunque, verrà sicuramente Gennaro Malgieri. Rocco Buttiglione mi ha assicurato che farà di tutto per poter passare. Chiara Moroni e Isabella Bertolini mi hanno detto di sì. L' invito è arrivato al ministro Mara Carfagna, la vedrò martedì e spero di convincerla a venire». Chi conosce la deputata pd Anna Paola Concia («unica lesbica, almeno dichiarata, del Parlamento») sa bene che difficilmente lascia la presa, soprattutto quando si tratta di una scommessa personale. Per esempio mostrare al centrodestra del nuovo governo un film con la storia di una coppia gay che, nel febbraio 2007, quindi al tempo dell' approvazione dei Dico, scopre un' Italia spaccata a metà sui diritti degli omosessuali e dei conviventi. Ci sarà anche il centrosinistra: Paola Binetti, Vincenzo Vita, Gianni Cuperlo, Marina Sereni, tutti confermati. L' idea di proiettare il 12 giugno alle 17 nella sala delle Colonne alla Camera (quindi sede istituzionalissima) il film «Improvvisamente l' inverno scorso» di Gustav Hofer e Luca Ragazzi (voce narrante di Veronica Pivetti) è proprio della Concia. La coppia omosessuale è quella formata da otto anni dai due giovani registi: un racconto autobiografico che diventa manifesto sociale e politico. Ovvero cronaca di un amore omo che intende strutturarsi legalmente ai tempi del governo Prodi. Il successo internazionale è stato ampio: prima il festival di Berlino a febbraio poi, in questi giorni, la partecipazione al Brooklyn Film Festival e al New Fest, la raffinata rassegna di tematiche omosessuali di New York. Spiega Concia: «Il tema dei diritti civili non è di destra né di sinistra. Così come una evidente omofobia è politicamente trasversale. Quindi è bene mostrare alla destra oggi al governo un film che racconta la vita quotidiana di due persone "normali" e omosessuali che vogliono ottenere i loro diritti. Su questo terreno ci siamo scannati per anni, col centrodestra. Mi sembra arrivato il tempo di ragionare e di confrontarsi». Una pausa: «Adesso che ci penso devo chiamare Carlo Giovanardi. Sono sicura che accetterà». Capirà, il centrodestra? «Noi siamo soggetti senza diritti. Loro sono al potere. Basta conoscere i problemi de-ideologizzandoli. A questo serve la proiezione: cosa c' è di ideologico nella ricerca di un diritto?» Parlano da New York i due registi del film. Dice Gustav Hofer: «Col risultato elettorale, la tematica del film rimane fuori dal Parlamento. Dopo le dichiarazioni della Carfagna si è capito che circola una grande ignoranza sulle unioni di fatto e su quelle omosessuali. Purtroppo un lavoro di informazione appare ancora molto necessario. Sono in tanti a non sapere che l' Italia è rimasto l' unico Paese europeo a non applicare una direttiva comunitaria sulle convivenze anche omosessuali. Grecia e Austria, anche loro ultimi, stanno legiferando». Aggiunge Luca Ragazzi: «Molti eterosessuali, grazie al nostro film, scoprono cosa significhi non avere diritti per loro assolutamente banali ed elementari. Non ci illudiamo che la semplice proiezione del nostro film possa modificare una mentalità. Ma sicuramente sarà un contributo per riaprire il dibattito». Già la locandina lo sarà: l' invito alla Camera mostra i due registi in una classica posa da fidanzati, con le teste vicine in una piscina estiva. Si attendono reazioni già al cartoncino che chiede conferma per la prenotazione posti.

Conti Paolo
(7 giugno 2008)
Corriere della Sera

venerdì 6 giugno 2008

La «vendetta» del Gay Pride: drag queen vestite come la Carfagna

Dopo il mancato patrocinio, «carro monografico» sul passato sexy. Lei: sono sobria, loro non lo saranno mai
ROMA — A 24 ore dal Pride di Roma — partenza domani alle 16 in piazza della Repubblica — la comunità gay affila le armi dell'ironia. E punta l'obiettivo sul ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna che ha negato il patrocinio al corteo (patrocinio non concesso nemmeno dal sindaco Gianni Alemanno). La ministra chiede sobrietà? «Sarà accontentata, eccome», annunciano con un sorriso dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, organizzatore del Pride. Circolo che ieri ha ufficializzato la notizia di un carro monografico dedicato proprio alla Carfagna, non però in versione ministeriale, bensì in quella da sexy-calendario di qualche tempo fa (il riferimento è alle foto osé del ministro finite sulla stampa di mezzo mondo all'indomani del suo giuramento).
Pronta e spiritosa la replica del ministro Carfagna, che ieri ha parato il colpo, per niente inatteso: «Iniziativa simpatica, ma scontata — ha detto —. Quello è il mio passato e mi farebbe piacere se tale mancanza di sobrietà non fosse il loro presente e, forse e purtroppo, il loro futuro. Se anche loro lasciassero alle spalle le esibizioni sarebbe molto più facile dialogare». «Alla parata Roma sarà invasa da 20 carri allegorici delle associazioni glbt (gay, lesbiche, bisessuali, transgender)», recitava il comunicato del Mieli di ieri. E fin qui tutto nella norma. Poi, la novità-Carfagna, giunta dopo le polemiche per la mancata concessione di piazza San Giovanni alla chiusura del corteo, decisa in extremis per la
Mara Carfagna (Lapresse)concomitanza di un coro dentro la Basilica (ieri sul tema un attivista gay ha scritto al presidente della Repubblica giudicando il ritiro «un fatto grave, che mette a rischio la tenuta democratica del Paese»). «Ad aprire la parata — proseguiva la nota del Mieli — sarà il pullman a due piani fucsia del comitato Roma Pride, con a bordo la madrina Rita Rusic e altre personalità del mondo gay, tra cui Franco Grillini e Vladimir Luxuria. Seguirà il carro del Circolo Mieli-Muccassassina, che si intitolerà Sobrietà, autopatrocinato dal calendario di Mara Carfagna».
L'«autopatrocinio » è, va da sé, un'iperbole sarcastica (e un pool composto dai più celebri travestiti della capitale, trapela, è al lavoro «per la migliore interpretazione della «Mara desnuda »). «Il Mieli ha fatto suo l'invito della Carfagna alla sobrietà — è stato spiegato — e ligio alle richieste del ministro ha deciso di seguirne le orme. Saranno presenti sul carro, in omaggio a ogni mese del famoso calendario, drag queens e gogo boys, elegantemente svestiti con gli stessi indumenti che la Carfagna indossava non molto tempo fa. Il carro rappresenterà una prigione dove gay, lesbiche e trans sono imprigionati e tenuti lontani dai diritti. Guardiane di questa prigione saranno le emule della Carfagna».
Edoardo Sassi
06 giugno 2008

Se la diversità sessuale aiuta la democrazia

Qualcuno sembra averlo dimenticato, ma molti lo ricordano con dolore, perché ci sono ferite che non si chiudono mai: appena trent' anni fa, essere omosessuale a Cuba era motivo sufficiente per meritare il castigo dell' interruzione degli studi universitari, o per essere espulso da un posto di lavoro a contatto diretto con «il pubblico». Qualche anno prima, decine di omosessuali erano stati rinchiusi nei campi di lavoro «rieducativi». Sono troppe e sempre sordide le storie (e le ferite) che quella politica discriminatoria, sostenuta da una vecchia tradizione machista e dalle esigenze della nuova ortodossia socialista, ha lasciato nella società e nella vita dei cubani. Ma adesso, in diverse città dell' isola, si è appena celebrata una festa nazionale per la Giornata Internazionale contro l' Omofobia, una specie di incontro dell' orgoglio gay, con conferenze, spettacoli di trasformisti (travestiti), presentazioni di libri, film, opere teatrali e... i sempre più diffusi commenti sulle future riforme legali e costituzionali destinate ad aprire i sentieri ancora angusti verso le operazioni di cambio di sesso, e che permetterebbero alle coppie omosessuali di celebrare matrimoni civili e addirittura di adottare dei figli; una cosa assai poco comune a Cuba, anche per le coppie eterosessuali. Quando si parla dei cambiamenti che stanno avvenendo o che dovrebbero avvenire, o si fanno congetture sui cambiamenti che avverranno in quest' isola socialista dei Caraibi, in genere si pensa ad una svolta economica e politica, che alcuni analisti vedono perfino come un' apertura verso l' economia di mercato e addirittura come una modifica totale del sistema. Ma parallelamente e talvolta al margine delle trasformazioni che si sono prodotte negli ultimi mesi e di quelle che si pensa possano avvenire, a Cuba si sta producendo una profonda mutazione nella mentalità collettiva, a volte meno visibile ma senza dubbio fondamentale per il presente e il futuro della nazione. In un Paese in cui l' uniformità di pensiero è stata forgiata e promossa da tutte le strutture e le istituzioni di un onnipresente stato socialista, la presenza di spazi per affermare che «la diversità è la norma» (secondo lo slogan adottato a livello nazionale per la Giornata Internazionale contro l' Omofobia) rappresenta un notevole cambiamento sociale e politico, oltre ad una constatazione dei nuovi cammini che la società cubana sta percorrendo. La complessa diversità sessuale, in un Paese tradizionalmente machista e nel quale l' omosessualità è stata tra l' altro per molti anni uno stigma politico, può dunque essere letta come il riconoscimento della possibilità di accettare altre diversità, anch' esse necessarie e reclamate da una parte del tessuto sociale. Forse, e non a torto, si potrebbe pensare che il fatto di ammettere la diversità sessuale è e deve essere sempre una scelta individuale e che, perciò, non determina in nessun modo l' essenza di una società nella quale, per altro, questa diversità già esiste, ed è stata persino adottata apertamente da molti dei suoi membri (ma bisogna anche ricordare che il caso di Cuba non ha niente a che vedere con i violenti casi del Brasile o del Messico, dove l' omofobia produce decine di omicidi di omosessuali). Ma allora bisognerebbe ricordare ciò che è accaduto in passato con il fenomeno dell' omosessualità, e ciò che significa per gli schemi ideologici del sistema cubano l' accettazione di questa convivenza prima giudicata trasgressiva. Ci sono altri spazi in cui, anche senza slogan e celebrazioni, si manifesta la diversità sociale cubana di oggi. Forse il più visibile è il mondo della cultura, dove a partire dallo scorso decennio (gli anni in cui è uscito il film Fragola e Cioccolato, una storia sull' intransigenza sessuale e politica) convivono le visioni e le interpretazioni più diverse sulla realtà cubana, che in alcuni casi subiscono la censura, in molti altri casi la schivano, ma esistono e si estendono come sguardi alternativi sui fenomeni sociali. Quando quasi un anno fa la società cubana è stata chiamata a pensare e ad esprimere senza timore le proprie preoccupazioni, idee e proposte su molteplici aspetti della vita nazionale, si è liberato un impulso tellurico che ha attraversato il Paese, rivelando la presenza di una diversità di pensiero e di aspettative in una nazione apparentemente omogenea e uniforme. A quanto pare, il ritardo per ragioni economiche o per decisioni politiche di alternative economiche, sociali e individuali, non ha portato alla loro scomparsa nelle aspettative di molti cubani, ed è bastato appena convocarle perché emergessero, in tutta la loro diversità. Per la sua stessa storia e formazione, Cuba è sempre stata un Paese eterogeneo e diverso. Forse sono state proprio queste condizioni che, malgrado l' uniformità, ci hanno salvato da molti dei più dolorosi estremi dell' ortodossia manifestata dal socialismo reale in Europa e in Asia. Altri, come l' omofobia istituzionalizzata, o la pretesa di creare un realismo socialista tropicale, hanno invece lasciato il segno. Ma adesso, dopo aver convocato la diversità, e dopo averla accettata come norma, forse il sistema sociale cubano sta avanzando verso una complessità sociale e persino economica più aperta, verso un ventaglio di possibili scelte individuali molto più libero e soddisfacente. Ips Traduzione di Francesca Buffo


Padura Fuentes Leonardo
(2 giugno 2008)
Corriere della Sera

Roma, giovane conduttore aggredito e minacciato perché gay

ROMA - Christian Floris, 24 anni, conduttore di punta del portale DeeGay.it, è stato aggredito la scorsa notte a Roma mentre rincasava. Due persone gli hanno sbattuto la testa contro il muro minacciandolo perché si occupa di tematiche legate al mondo dell'omosessualità e gli hanno intimato di smetterla. Il giovane, che è stato portato all'ospedale dove è stato giudicato guaribile in sette giorni, ha sporto denuncia contro ignoti. E dopo il raid neonazista al Pigneto, Floris ha parlato di "correlazioni" tra i due fatti. "Credo che sia la stessa corrente di persone, che oltre ad aver aggredito me e di infondere terrore nel mondo omosessuale, si sia ora concentrato sugli extracomunitari - ha affermato - La mia convinzione - proprio guardando le immagini televisive e ascoltando le dichiarazioni rilasciate sul posto da testimoni, è che gli aggressori appartengano alla stessa matrice". DeeGay.it è un portale che co-produce una trasmissione con Radio Città Futura, Eco tv e Nessuno tv.

(24 maggio 2008)

venerdì 23 maggio 2008

Arcigay: «La Carfagna fa battute da bar»

Grillini: «Destra italiana è omofoba». I registi Hofer e Ragazzi: «Il ministro guardi il nostro film sui Dico»

ROMA - Mara Carfagna non darà il patrocinio al Gay Pride. «Per il governo gli omosessuali non sono discriminati» spiega senza esitazioni il ministro per le Pari opportunità. Provocando la dura reazione dell'Arcigay. «Come fa il ministro Carfagna a sostenere che non esistono discriminazioni sui luoghi di lavoro per le persone omosessuali?» si chiede il presidente nazionale Aurelio Mancuso. «Saremmo tanto curiosi di sapere quali sono i gay che la Carfagna dice di conoscere e in quale mondo ella vive - attacca Mancuso - perché ci pare che abbia una percezione della realtà del tutto distorta». Un ministro, secondo il presidente nazionale dell'Arcigay, non si occupa dei singoli casi di discriminazione, ma di scrivere una legge perché tutte le discriminazioni siano evitate. Arcigay chiede quindi un incontro alla Carfagna «affinchè possa distaccarsi dal mondo delle favole e ritornare tra i comuni mortali, che hanno bisogno di risposte concrete, non di consunte e provocatorie esternazioni sui giornali. Per questo sarebbe bene che un principe la baci e la svegli».
«IL MINISTRO SPARA A ZERO» - Non è morbido nei confronti della Carfagna neanche il leader storico dell'Arcigay, Franco Grillini, secondo il quale quelle del ministro sono «battutacce da bar che confermano quanto la destra italiana sia omofoba e non ami la diversità». «Mi sembra che per il ministro Mara Carfagna sia più facile sparare a zero sul Gay Pride utilizzando i soliti pregiudizi, stereotipi e luoghi comuni anzichè svolgere una positiva attività di governo» dice Grillini.
«VEDA IL NOSTRO FILM SUI DICO» - «Quanto ha detto il ministro ci fa cadere le braccia» affermano i due registi del film-documentario sui Dico «Improvvisamente l'inverno scorso», Gustav Hofer e Luca Ragazzi, invitando la Carfagna a vedere la loro pellicola al Cinema Politecnico di Roma. Il ministro «si faccia un giro in Europa per constatare che il riconoscimento delle coppie di fatto anche omosessuali è una realtà in quasi tutti i paesi membri .- dicono i due registi -. Si legga la direttiva europea del gennaio 2006 che richiede agli Stati dell'Unione di legiferare quanto prima sul riconoscimento delle coppie di fatto. L'Italia non può continuare a essere il fanalino di coda». «Il nostro film - continuano - dimostra perfettamente che c'è una situazione di discriminazione oggettiva verso le coppie omosessuali dettata dall'ignoranza imperante nel nostro paese. Una coppia come la nostra, insieme da nove anni, non è tutelata dallo stato che pure ci chiede di pagare le tasse come qualsiasi cittadino».

PRO E CONTRO - Pina Picierno, esponente del Pd e ministro ombra delle Politiche giovanili si augura che la Carfagna «ci ripensi e partecipi al Gay Pride» senza farsi «condizionare nella sua attività da visioni manichee e fuori dal tempo». «Complimenti alla ministra Carfagna che, sul Gay Pride previsto per il 28 giungo a Bologna, in un sol colpo è riuscita a sconfessare non solo il mandato del proprio ministero, ma anche i propositi della propria formazione politica» afferma Fabio Evangelisti, vice capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera. Rincara la dose Vladimir Luxuria, esponente della Sinistra arcobaleno: «Questo ministero, con a capo Mara Carfagna, non intende assolvere al compito di dare e garantire pari opportunità. Si tratta quindi di un ministero inutile che di fatto non ci rappresenta». Al contrario, Luca Volontè sostiene il ministro: «Brava Carfagna - dice il deputato dell'Udc -: la sinistra gay chiama diritti i propri privilegi discriminatori verso famiglie ed eterosessuali».LA REPLICA - Nel tardo pomeriggio, arriva la replica del ministro. «Il signor Vladimiro Guadagno - si legge in una nota rivolta a Luxuria - confonde il Ministero per le Pari Opportunità con l'ufficio stampa e propaganda del movimento lgbt. Le Pari Opportunità, a giudizio del ministro pro tempore, riguardano sopratutto le donne lavoratrici e madri, i minori, gli anziani e i portatori di handicap». Se «il signor Guadagno non si sente rappresentato da queste priorità - prosegue la nota del ministero - significa che non ha alcun rispetto per chi è veramente discriminato».

19 maggio 2008

«Gay Pride, niente patrocinio»

Carfagna: per il governo gli omosessuali non sono discriminati

Il ministro Mara Carfagna (Inside)ROMA — Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità, non esita: «Il patrocinio al Gay Pride? Non sono orientata a darlo. Non servono, i Gay Pride». Ne sono stati organizzati ben cinque quest'anno di Gay Pride e per quello nazionale (ci sarà il 28 giugno a Bologna) la richiesta ufficiale di patrocinio approderà oggi sulla scrivania di Mara Carfagna. Inutilmente.
Il nuovo ministro per le Pari opportunità non ne vuole sapere delle manifestazioni degli omosessuali: «Hanno obiettivi che non condivido. Io sono pronta ad occuparmi di contrasto alle forme di discriminazione e di violenza. Sono pronta a dare patrocini a seminari e convegni che si occupano di questi problemi». E invece, i Gay Pride, che obiettivo hanno? «Penso che l'unico obiettivo dei Gay Pride sia quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo certo non posso esser d'accordo ».
I primi due cortei del Gay Pride ci saranno a Roma e a Milano in contemporanea il 7 giugno e per questi gli organizzatori stanno cercando patrocini locali e non del ministero. Ma Mara Carfagna è stata invitata a partecipare un po' a tutti quanti i cortei. Ovviamente non andrà a nessuno.
«Io credo che l'omosessualità non sia più un problema. Perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni. Sono sepolti i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l'integrazione nella società esiste. Sono pronta a ricredermi. Ma qualcuno me lo deve dimostrare».
È convinta il ministro Carfagna: «Sono pronta ad agire su casi concreti e reali. Qualcuno che mi venga a dire che un omosessuale non è stato assunto per via della sua tendenza. O che sempre per tendenze sessuali venga negato un affitto o qualsiasi altro diritto. Allora sì che intervengo».
Parla anche dei suoi amici il ministro Carfagna: «Sì, i miei amici omosessuali non mi dipingono una realtà così tetra per gli omosessuali del nostro Paese. Per questo, invece, sono pronta a sollecitare il nostro ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite perché si faccia portavoce della richiesta della depenalizzazione universale dell'omosessualità».
Non è, dunque, orientata ad occuparsi dei gay nostrani Mara Carfagna. Nemmeno di quella commissione per i diritti dei gay, delle lesbiche e dei transgender che pure alberga proprio dentro il suo ministero.«Non ho ancora preso bene visione di cosa sia e a cosa possa servire», dice. E poi spiega: «La verità è che una volta verificato a cosa serve credo che la userò per occuparmi anche di altro. Ci sono molti problemi di Pari opportunità. Un esempio? Nei luoghi di lavoro ancora oggi le donne guadagnano il 30% in meno dei loro colleghi pari grado. E questo è o non è un problema serio?».

Non soltanto gay. «Disabili. Anziani. Bambini: ce ne è di problemi di pari opportunità nel nostro Paese», rilancia il ministro Carfagna. E spiega: le associazioni nazionali dei gay dicono che in due anni ci sono stati 12 casi di vittime di violenza omosessuale? Ma hanno presente i dati della violenza e della molestia sessuale sulle donne? Almeno 6-7 milioni ogni anno».
Alessandra Arachi 19 maggio 2008

Mara Carfagna ai gay: "siate più sobri". L'Arcigay: "Ma pensi a Miss Italia..."

Botta e risposta tra il ministro per le Pari opportunità e l'associazione di omosessuali. Sit-in, manifestazioni e feste in 40 città italiane


Roma, 17 maggio 2008 - Occasione della Giornata mondiale contro l'omofobia, la neo ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna esporime "il convincimento mio personale e delle istituzioni governative che in una società evoluta non c'è spazio per ogni tipo di discriminazione; pertanto anche l'omofobia va contrastata con la forza dell'educazione civica e del rispetto".
"A questo atteggiamento -aggiunge- deve corrispondere la sobrietà delle manifestazioni della comunità omosessuale che non dovrebbe mai scendere nell'esibizionismo e nel folklore".

LA REPLICA DELL'ARCIGAY
L'invito del ministro Mara Carfagna a essere "sobri" e a "non scendere nell'esibizionismo e nel folklore"? "Grazie, ma lo rivolga anche alla Chiesa cattolica che organizza le processioni, e soprattutto a chi promuove i concorsi di bellezza come miss Italia. Li', la Carfagna dovrebbe saperlo, c'e' una grande ostentazione del corpo femminile".

Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell'Arcigay, replica cosi' al ministro per le Pari opportunita' che, in una nota, da un lato sostiene che "in una societa' evoluta non c'e' spazio per ogni tipo di discriminazione", e dall'altro sollecita la comunita' omosessuale alla "sobrieta' delle manifestazioni", in occasione della Giornata contro l'omofobia, che ricorre oggi.
Sostenendo che "il buongusto e' una questione soggettiva", il leader dell'Arcigay chiede, invece, al ministro di "rispondere sulle questioni istituzionali che riguardano la nostra comunita', ossia- spiega- sul fatto che, negli due anni, in Italia, ci sono stati 12 omicidi e decine di violenze e minacce. Si prodighi, dunque- prosegue Mancuso- per far si' che anche il nostro Paese si doti di una normativa contro la discriminazione, come e' accaduto in molti paesi europei.

LA MANIFESTAZIOINE
A Verona si tiene oggi la manifestazione piu' importante della Giornata contro l'omofobia, tuttavia l'Arcigay ha promosso in oltre 40 citta' sit in, manifestazioni, proiezioni di film, feste, per ricordare, sottolinea Aurelio Mancuso, che "fermare la violenza contro le persone lgbt, che negli ultimi anni e' aumentata, si puo' e come sempre dipende molto dalla volonta' politica delle istituzioni, ma anche delle grandi organizzazioni sociali italiane".
Pertanto, il presidente dell'Arcigay lancia a sua volta un appello al ministro per le Pari opportunita': "si informi bene sulla comunita' omosessuale prima di parlare e scoprira', con suo grande stupore, che il Gay pride e le iniziative di oggi sono delle feste, nate per gridare al mondo che, dopo secoli di clandestinita', finalmente ogni esponente lgbt puo' essere cio' che e' senza vergognarsi".

GRILLINI: CI DICA COSA FARA'
"La ministra per le pari Opportunità auspica la fine delle discriminazioni (e ciò è un bene) e consiglia al movimento lgbt di manifestare in modo sobrio (sono tanti i consigli in questi giorni ai manifestanti del pride...), ma non ci dice cosa intende fare lei in concreto contro le mumerose e odiose discriminazioni verso le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) del nostro paese". E' quanto dichiara in una nota Franco Grillini della Costituente socialista.
"Per esempio la ministra - osserva Grillini - potrebbe correggere la brutta legge voluta dal Governo di destra sulle discriminazioni degli omosessuali sui luoghi di lavoro, potrebbe favorire l'approvazione delle norme antiomofobia arenatesi per la fine anticipata della legislaura, potrebbe dirci cosa ne pensa di una legge per le coppie dello stesso sesso nel giorno della sentenza della Corte Suprema della California che consentirà alle coppie gay locali di sposarsi, potrebbe infine dirci cosa intende fare della 'Commissione per i diritti civili' che tutt'ora dovrebbe essere operativa presso il suo ministero."Ministro batta un colpo - conclude Grillini - e ci dica cosa vuole fare in concreto al di la di prediche e sermoni".
17 maggio 2008

venerdì 16 maggio 2008

Nozze gay. Siete d'accordo?

È il secondo Stato americano dopo il Massachusetts
CALIFORNIA:LE NOZZE GAY DIVENTANO LEGALI
La Corte suprema dello Stato ha abolito la legge approvata dagli elettori che vietava le nozze omosessuali

SAN FRANCISCO - I matrimoni gay diventano legali in California. La Corte suprema dello Stato ha infatti abolito la legge approvata dagli elettori che vietava le nozze omosessuali. Il bando era stato votato a maggioranza in un referendum. Con questa sentenza la California diviene il secondo Stato dopo il Massachusettsa rendere legali i matrimoni omosex. La decisione è stata presa dalla Corte suprema a strettissima maggioranza: quattro sono stati i giudici che hanno votato a favore e tre contro.

AZIONE LEGALE - Nella sentenza si afferma che le unioni civili non sono un sostituto accettabile per il matrimonio. «Date le circostanze, non possiamo affermare che il mantenimento della tradizionale definizione di matrimonio sia convincentemente nell'interesse dello Stato», ha detto la corte. «Di conseguenza, dal momento che l'attuale legge dello Stato della California prevede il matrimonio solo per le coppie di sesso opposto, concludiamo che questi statuti sono anti-costituzionali». L'azione legale era stata iniziata dal Comune di San Francisco, una ventina di coppie gay e lesbiche, Equality California e altri gruppi gay nel marzo 2004 dopo il blocco dei matrimoni. Il Comune di San Francisco nel 2004 concesse circa 4 mila licenze di matrimonio a coppie dello stesso sesso prima di venire fermato per legge.

15 maggio 2008(ultima modifica: 16 maggio 2008)

Gay Pride. Bologna

GLI ORGANIZZATORI INVITANO MARA CARFAGNA
E' confermato per il 28 giugno: il corteo partirà alle 15 dai Giardini Margherita e dopo un corteo lungo i viali approderà in Piazza VII agosto. Dalle 22 la manifestazione si trasferirà poi al Parco Nord
Bologna, 15 maggio 2008- È confermato per il 28 giugno a Bologna il Gay Pride 2008: il corteo partirà alle 15 dai Giardini Margherita e dopo un corteo lungo i viali di circonvallazione approderà in Piazza VII agosto, nel centro cittadino, per un primo momento di festa. Dalle 22 la manifestazione si trasferirà poi al Parco Nord, in zona fiera. Prima dell'inizio del corteo, una delegazione degli organizzatori dovrebbe incontrare il sindaco Cofferati.

Gli organizzatori del Gay Pride del 28 giugno a Bologna hanno annunciato, presentando la manifestazione, di aver invitato alla manifestazione del prossimo mese nel capoluogo emiliano il neo-ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna. "In passato le posizioni espresse dall'allora deputata di FI erano a dir poco discutibili - si legge in una nota dei promotori del Gay Pride - ora speriamo che si renda conto del ruolo istituzionale che ricopre e che preso coscienza di ciò cambi decisamente rotta. Questo governo ha affidato proprio a lei il ruolo di tutela verso le discriminazioni e le disparità di trattamento che subiscono donne e uomini in questo Paese, sul posto di lavoro come nei loro atti più quotidiani. Un segnale simbolico di solidarietà e di vicinanza, quale sarebbe il patrocinio ministeriale, allineerebbe questa destra a quella europea".

"Improvvisamente l'inverno scorso"

Tra amore e omofobia, un film dai cenni autobiografici
Roma, 9 Maggio 2008 - Arriva domani al cinema Politecnico Fandango di Roma un film controcorrente rispetto all'atmosfera politica che si è stabilita sull'Italia e sulla capitale. Si tratta del pluripremiato, all'estero, 'Improvvisamente l'inverno scorso', una storia d'amore tra due ragazzi, proprio quella fra gli autori, Gustav Hofer e Luca Ragazzi. Ma è soprattutto la vicenda - ironica, divertita ma anche inquietante - di un viaggio nei pregiudizi di un 'Belpaese' tanto lontano dall'Europa sul tema del riconoscimento dei diritti delle persone.

Il film, molto ben fatto, ha avuto una menzione speciale della giuria al Festival di Berlino, il premio come miglior documentario all'Idemfestival di Cordova, al Festival Internazionale di Bolzano ed è stato già invitato a più di 20 rassegne in tutto il mondo.

Dopo un lungo tour attraverso tutto lo stivale, con 22 tappe, arriva dal 9 maggio al Politecnico Fandango di Roma. A maggio, nel resto del Paese, continua il tour con proiezioni a Ferrara, Firenze, Prato, Grosseto, Pisa, Rovereto, Rimini, Pordenone e Verona.

venerdì 9 maggio 2008

Fiorello-Alemanno, duetto sul Gay pride

Il neosindaco in radio: «Devo capire meglio come funziona». Poi scatta il tormentone dei Village People

Gianni Alemanno ROMA - Come la mettiamo con il Gay pride? «Devo capire meglio come funziona, devo parlarci...»: così Gianni Alemanno è tornato sull'argomento, in un intervento telefonico con «Viva Radio2», all'indomani dell'uscita musicale di Fiorello e Marco Baldini che hanno indirizzato al sindaco di Roma una versione divertente e irriverente di Ymca dei Village People per sensibilizzarlo alla causa degli omosessuali e invitarlo a scendere in piazza con loro.

IL TORMENTONE - «Come ci si sente ad essere il sindaco di Roma?», ha esordito Fiorello. «È un po' strano - ha risposto Alemanno - quando mi chiamano sindaco a volte neanche mi giro...». «Il presidente della provincia Zingaretti è d'accordo sul piano di sicurezza da lei proposto», ha continuato Fiorello. «È vero - lo ha incalzato il sindaco - ha detto tre o quattro volte di essere d'accordo». «È un bel passo per la politica», ha commentato Fiorello, prima di ricantare, insieme a Marco Baldini e al pubblico, il tormentone sul Gay pride ideato l'altro giorno: «Alemanno tu dimmi perché/ Non possiamo sfilare io te/ Forza dai scendi giù/ Con la Giacca e il tutù/ Ed il tricolore. Non lo vedi che maschio che sei/ Tu non sai quanto piaci a noi gay/Se festeggi con noi/ Stai sicuro che poi/ Dopo ti rifai le tette». Il sindaco, divertito, ha accettato di buon grado l'invito di Fiorello a sdrammatizzare sulla vicenda.

L'ARA PACIS - «Quando sposta l'Ara Pacis?», ha chiesto poi Baldini ad Alemanno. La risposta del sindaco: «Vedete tutti quanto è brutta comunque - ha ribadito - non è una priorità. Ci sono da sistemare la sicurezza, le buche, bisogna rendere il Tevere navigabile... Roma deve diventare più ordinata di Parigi». Un'ultima domanda di Fiorello: «Chi è un sindaco che stima?». Alemanno: «Chiamparino a Torino».
08 maggio 2008